Disturbo Primario del Linguaggio (DPL)

Durante il primo anno di vita, il bambino sviluppa progressivamente la capacità di comunicare con gli adulti di riferimento, inizialmente in modo non intenzionale, successivamente attraverso un’attivazione intenzionale che vede l’utilizzo di canali gestuali e verbali per chiedere ciò di cui ha bisogno o per richiamare l’attenzione. Intorno ai 12 mesi, inizia ad utilizzare le prime parole per i medesimi scopi. Successivamente, il vocabolario si evolve con una rapidità variabile e individuale. Se questo incremento nell’espansione del vocabolario non dovesse verificarsi o essere eccessivamente rallentata si valuta la possibilità di essere in presenza di un ritardo dello sviluppo del linguaggio. Uno degli indici di rischio per un futuro disturbo del linguaggio  è infatti la mancata produzione di parole a 18 mesi o la presenza di un vocabolario inferiore a 50 parole a 24 mesi e l’assenza di combinazioni di parole a 36 mesi. In genere, i bambini che presentano ritardi nell’espressione linguistica tendono a recuperare entro i 36 mesi, qualora tale recupero non si verificasse, si può considerare l’ipotesi di un Disturbo del Linguaggio.

Il disturbo del linguaggio può essere secondario ad altre condizioni come lesioni del sistema nervoso centrale, ipoacusia, deficit cognitivi, psicopatologie affettivo-relazionali, condizioni socioeconomiche sfavorevoli. In assenza di tali fattori, si parla di Disturbo Specifico del Linguaggio (DSL) o Disturbo Primario del Linguaggio (DPL). La definizione DSL è stata recentemente messa da parte a causa si numerose evidenze rispetto alla non specificità del disturbo che si troverebbe sovente associato a deficit delle funzioni esecutive, come l’attenzione sostenuta, la memoria di lavoro (in particolare la memoria fonologica), l’inibizione e lo shifting attentivo (Kapa, Plante, 2015; Marini, 2008) per questa ragione la definizione DPL sembra più adeguata a descrivere la natura del disturbo. Le prime  difficoltà, legate ad abilità che dovrebbero essere acquisite precocemente, sembrano interferire con lo sviluppo di competenze linguistiche successive, confermando l’ipotesi di uno sviluppo gerarchico delle abilità cognitive e linguistiche (Garon, Bryson, Smith, 2008).

Attualmente, si stima che il disturbo del linguaggio colpisca circa il 7% della popolazione sotto i 5 anni, una percentuale che si dimezza solo dopo circa un anno (Tomblin et al., 1997).

Il DPL può manifestarsi con un ritardo nella comparsa delle prime parole, con uno sviluppo rallentato della prima comparsa del linguaggio, con difficoltà che possono coinvolgere la comprensione e/o produzione verbale, con coinvolgimento di una o più aree linguistiche: fonetico-fonologica, semantico-lessicale, morfo-sintattica, pragmatica.

Dott.ssa Annachiara Alletti